Commodore PET

Commodore PET


Commodore PET (sigla per Personal Electronic Translator) è una famiglia di personal computer a 8 bit progettata da Chuck Peddle per conto di Commodore International. Il primo modello commercializzato fu il PET 2001, presentato nel mese di gennaio del 1977 al Consumer Electronics Show di Las Vegas e commercializzato a partire dal mese di giugno dello stesso anno. I computer furono in seguito ridenominati Commodore CBM (da Commodore Business Machines) per evitare problemi legali in Europa dato che la Philips commercializzava nel Vecchio Continente un computer denominato "Programm-Entwicklungs-Terminal" e l'acronimo "PET" era già registrato.[2] I PET/CBM furono tolti dal mercato nel 1982, sostituiti dai computer della serie CBM-II.

Il Commodore PET 2001, uscito prima dell'Apple II e del Radio Shack TRS-80, è da alcuni considerato il primo personal computer di massa della storia. Secondo la rivista Byte questo primato spetterebbe tuttavia allo Sphere 1, un computer del 1975, che però non raggiunse i numeri del computer di casa Commodore.
Agli inizi degli anni settanta del XX secolo Commodore si era affermata come produttrice di calcolatrici elettroniche basate sui chip di Texas Instruments. Nel 1975, però, Texas Instrument decise di non limitarsi alla fornitura degli integrati ai produttori ma di vendere anch'essa le calcolatrici, riuscendo a tenere un basso prezzo per via del fatto che produceva gran parte dei componenti necessari al loro assemblaggio. Questa mossa tagliò fuori dal mercato molte società, compresa la Commodore, che vide precipitare i suoi utili. Per abbassare i prezzi di vendita dei suoi prodotti anche Commodore avrebbe dovuto produrre in proprio i chip necessari alle sue calcolatrici. Si mise così alla ricerca di un produttore da acquistare, che individuò in MOS Technology, una piccola società della Pennsylvania che stava attraversando un periodo di crisi finanziaria.[5]

Commodore acquistò MOS Technology nel 1976, rilevando anche tutti i suoi dipendenti. Tra il personale di MOS Technology c'era anche Chuck Peddle, l'ignegnere che aveva supervisionato il progetto del MOS 6502. MOS Technology aveva prodotto e commercializzato il MOS KIM-1, un microcomputer basato sul MOS 6502 che nei piani della società sarebbe servito agli sviluppatori che avessero voluto utilizzare quella CPU ma che era stato acquistato anche da semplici amatori.[6]

Jack Tramiel, il presidente di Commodore, fu convinto da Peddle che le calcolatrici avevano fatto il loro tempo e che il futuro erano i computer e lo autorizzò a svilupparne uno basato sul KIM-1. Peddle aggiunse alla scheda del KIM-1 un circuito video per la visualizzazione dei dati su monitor, 4 KB di RAM, un interprete BASIC della Microsoft ed assemblò il tutto in un case che includeva un monitor, una tastiera ed un registratore a cassette.[6] Il PET fu presentato nel mese di gennaio del 1977 al Consumer Electronics Show di Las Vegas e poi alla successiva West Coast Computer Faire, ma anche nella catena di negozi Radio Shack, nella previsione che il computer fosse venduto anche lì. In quell'anno furono presentati anche altri home computer quali l'Apple II e il TRS-80, ma la Commodore ebbe il grosso vantaggio di riuscire a distribuire il PET a livello mondiale nel giro di pochi mesi.[6] Il PET fu un successo soprattutto in ambito didattico grazie al fatto che incorporava tutto il necessario per funzionare: una tastiera per immettere i dati, un monitor per vedere i risultati, un registratore per salvare i programmi.
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Caratteristiche tecniche


  • CPU MOS 6502 a 1 MHz
  • RAM 4KB
  • Monitor CRT da 9"
  • ROM: 14 KB contenente
  • modalità semi-grafica mediante l'uso di particolari caratteri (PETSCII)